Social media e adolescenti, l’educazione digitale inizia in famiglia. A parlarne è Marco Divenuto, imprenditore ed esperto digitale
Un tema di stretta attualità è il rapporto dei più giovani, Gen Z e Gen Alpha, con i social media, e come i genitori possono educare correttamente i figli sul versante digital. Il rapporto tra genitori e figli è divenuto, infatti, molto più complicato con l’avvento di internet e soprattutto delle piattaforme social, che impegnano i ragazzi per diverse ore al giorno, sacrificando il dialogo e il rapporto con le figure genitoriali.
A parlare del tema è stato Marco Divenuto, esperto digitale oltre che imprenditore, il quale dichiara:
“La tecnologia è ormai parte integrante della vita familiare, un dato innegabile. Tuttavia, non si può accettare che, seduti a tavola, ci si isoli dietro gli schermi degli smartphone, ignorando il dialogo. Serve ascolto, interazione, sostegno e regole chiare.”
Il rapporto tra adolescenti e mondo digitale diventa sempre più delicato. I ragazzi, sempre più giovani, si iscrivono e navigano sui social network, spesso in modo passivo, scrollando contenuti senza partecipazione attiva. Inoltre, molti di loro sono presenti sui social nonostante le restrizioni d’età che ne vieterebbero l’accesso.
A rispondere a questa problematica è stata Meta, che ha introdotto i nuovi “Account per Teenager” su Instagram, pensati per tutelare i minori con limitazioni più rigide che non possono essere modificate senza l’intervento di un adulto.
“Queste limitazioni sono la conferma che i social network non sono adatti agli adolescenti più giovani. Sono vulnerabili e necessitano di tutele e protezioni, perché le loro competenze critiche e sociali sono ancora in fase di sviluppo. I genitori si trovano di fronte a una piazza virtuale in cui tutti si incontrano e interagiscono. Questo scenario complesso richiede un approccio chiaro e consapevole.”
Per Divenuto, l’uso diffuso dei social media è spesso giustificato da ragioni lavorative o di svago:
“Mia figlia usa il cellulare durante il pranzo perché vuole svagarsi, io faccio lo stesso perché è parte del mio lavoro. In un certo senso, tutti ci sentiamo giustificati a rimanere connessi. Tuttavia, per educare i figli dobbiamo prima riflettere sui nostri comportamenti. Se chiediamo ai nostri figli di posare il telefono, dobbiamo essere i primi a farlo. È essenziale dare l’esempio e mostrarsi come un modello positivo”
Secondo l’imprenditore, il “parenting digitale” non si limita a stabilire regole, ma richiede ai genitori di diventare regolatori consapevoli dell’uso della tecnologia.
“Faccio parte di quella generazione che ha conosciuto il piacere del dialogo a tavola, durante un pranzo o una cena. Oggi, quel momento di scambio sta scomparendo in molte famiglie, e questo rappresenta una perdita significativa.”
Pensando al futuro, Marco Divenuto immagina un mondo sempre più connesso, in cui i membri di una famiglia, seduti attorno allo stesso tavolo, si scambiano messaggi e foto attraverso i social, invece di parlare faccia a faccia.
“Dovrei ipotizzare un futuro in cui a quella famosa tavola ci siano persone che dialogano della loro vita per mezzo dei social. Spero che le nuove misure introdotte da Meta possano aiutare a mitigare questo scenario e, soprattutto, che contribuiscano a costruire un rapporto più interattivo e sano tra i genitori e i figli.”


