Studenti internazionali e nuove amicizie: università e coinquilini battono social e app secondo la ricerca di HousingAnywhere. Ne parliamo oggi su Marketing Notizie!
Social network, community online e app fanno parte della quotidianità della Generazione Z, ma quando si tratta di costruire nuove amicizie durante un’esperienza di studio all’estero sembrano essere ancora gli incontri nel mondo reale ad avere un ruolo decisivo. A evidenziarlo è una nuova indagine condotta da HousingAnywhere su 686 studenti internazionali tra i 18 e i 30 anni che hanno utilizzato la piattaforma per cercare un alloggio in Europa. Il 65% degli intervistati indica club universitari e associazioni studentesche tra i principali contesti attraverso i quali conoscere nuove persone, mentre al secondo posto troviamo i coinquilini, citati dal 46%.
La ricerca offre uno spunto interessante anche dal punto di vista del marketing: per un pubblico cresciuto nell’ecosistema digitale, le esperienze fisiche e le relazioni quotidiane continuano ad avere un peso importante nella costruzione del senso di appartenenza.
Come fanno amicizia gli studenti internazionali?
Trasferirsi all’estero per studiare non significa soltanto frequentare una nuova università. Per migliaia di giovani comporta cambiare città, trovare casa e ricostruire da zero una parte significativa della propria rete sociale.
Secondo i risultati dell’indagine, club e associazioni universitarie sono indicati dal 65% degli studenti, seguiti dai coinquilini con il 46%. Bar, caffè e vita notturna raggiungono invece il 28%.
I dati suggeriscono quindi che gli spazi nei quali esiste già un elemento di condivisione – un’università, una casa o un’attività – possano diventare occasioni naturali per creare nuove relazioni.
Per i brand interessati al target degli studenti internazionali, questo significa guardare oltre la sola presenza sui social e considerare anche i touchpoint fisici che caratterizzano la vita universitaria.
In Italia i coinquilini hanno un ruolo ancora più importante
Il dato diventa particolarmente interessante osservando gli studenti che hanno scelto l’Italia come destinazione.
Il 54% degli studenti internazionali diretti in Italia indica i coinquilini come uno dei canali attraverso cui fare amicizia: è la percentuale più alta tra i Paesi analizzati e supera di otto punti la media complessiva del 46%.
Anche la dimensione della socialità fuori casa assume un peso maggiore. Bar, caffè e vita notturna vengono indicati dal 34% degli studenti internazionali con destinazione Italia, contro una media generale del 28%.
L’alloggio, quindi, non svolge esclusivamente una funzione pratica. Per uno studente che arriva in una città sconosciuta, condividere un appartamento può rappresentare uno dei primi punti di accesso alla nuova realtà sociale.
Generazione Z: digitale sì, ma le amicizie nascono soprattutto offline
Uno dei risultati più interessanti della ricerca riguarda proprio il rapporto tra giovani e strumenti digitali.
Nonostante smartphone e piattaforme social siano una presenza costante nella vita degli studenti, i gruppi online su Facebook, WhatsApp, Discord e Reddit vengono indicati soltanto dal 15% degli intervistati come modalità per creare nuove relazioni. Ancora inferiore è il dato relativo alle app dedicate alle amicizie o agli incontri, utilizzate dall’8% degli studenti coinvolti nella ricerca.
Questo non significa che il digitale sia irrilevante nella vita sociale degli studenti. I dati dell’indagine indicano però che, tra i canali considerati per conoscere nuove persone, le situazioni fisiche e quotidiane vengono citate più frequentemente delle piattaforme create specificamente per mettere in contatto gli utenti.
Il marketing verso la Gen Z non può essere soltanto digitale
Dal punto di vista del marketing, la ricerca offre una riflessione utile. Raggiungere un pubblico giovane non significa necessariamente concentrare ogni investimento su social media, influencer e advertising online.
Per i brand che si rivolgono agli universitari possono essere rilevanti anche iniziative capaci di entrare nei luoghi della loro quotidianità: università, associazioni, eventi, attività sportive, residenze e altri spazi di aggregazione.
Online e offline possono quindi svolgere funzioni complementari. Il digitale può facilitare la scoperta di un servizio, la prenotazione o l’organizzazione di un’esperienza, mentre il contesto fisico può contribuire alla costruzione delle relazioni e del senso di comunità.
È una dinamica particolarmente significativa per i servizi collegati alla mobilità internazionale, all’education, al travel e al living.
L’età cambia il modo di costruire nuove relazioni
La ricerca di HousingAnywhere evidenzia inoltre alcune differenze tra le diverse fasce d’età.
Tra gli studenti più giovani, compresi tra 18 e 21 anni, club e associazioni universitarie raggiungono il 71%. Seguono i coinquilini, indicati dal 53%, e bar, caffè e vita notturna con il 33%. Con l’aumentare dell’età acquistano invece maggiore rilevanza i contesti professionali e quelli legati agli interessi personali. Tra i 22 e i 25 anni, lavori part-time e stage raggiungono il 30%, mentre sport e palestre vengono indicati dal 27%. La vita notturna scende invece al 25%.
Una dinamica simile emerge tra i 26 e i 30 anni: lavoro e stage arrivano al 28%, mentre le attività sportive raggiungono il 25%.
Per chi si occupa di segmentazione del pubblico, questi risultati ricordano come considerare gli studenti internazionali come un target completamente omogeneo possa essere riduttivo. Età e fase della vita universitaria possono modificare abitudini, interessi e occasioni di socializzazione.
Aspettative e realtà: le amicizie nascono anche dove non le cerchiamo
Un’altra parte dell’indagine confronta le aspettative degli studenti che devono ancora trasferirsi con le esperienze di chi ha già iniziato il proprio percorso. Prima della partenza, il 70% pensa di poter conoscere nuove persone attraverso club e associazioni universitarie. Una volta arrivati, tuttavia, emergono anche occasioni di socializzazione meno pianificate.
Secondo HousingAnywhere, le amicizie sviluppate attraverso conoscenti, amici o familiari già presenti nella nuova città mostrano uno scarto positivo di circa 14 punti percentuali rispetto alle aspettative. Per lavori part-time e stage la differenza è invece di circa 10 punti.
La costruzione di una community non avviene quindi necessariamente attraverso iniziative progettate esplicitamente per favorire nuove amicizie.
Casa, lavoro, università e reti personali possono trasformarsi spontaneamente in occasioni di incontro.
Community marketing: perché creare occasioni di incontro può fare la differenza
Per aziende e piattaforme che lavorano con un pubblico internazionale, il concetto di community può andare oltre la semplice creazione di un gruppo online.
Una strategia di community marketing può includere iniziative che facilitano esperienze condivise, partnership con associazioni universitarie, eventi locali o servizi capaci di semplificare l’inserimento in una nuova città.
Il principio è particolarmente rilevante per un target come quello degli studenti fuori sede: il bisogno iniziale può essere trovare un appartamento, acquistare un servizio o iscriversi a un corso, ma l’esperienza complessiva comprende anche orientamento, relazioni e integrazione nel nuovo contesto.
È proprio su questa relazione tra abitazione e vita sociale che si inserisce il posizionamento di HousingAnywhere.
HousingAnywhere: dalla ricerca della casa all’esperienza nella nuova città
Tra maggio e agosto 2026, HousingAnywhere dichiara di aver aiutato oltre 15.000 studenti a trovare un alloggio per il nuovo anno accademico, interessando 540 città e località distribuite in 30 Paesi europei.
«Tra maggio e agosto abbiamo aiutato 15.000 studenti a trovare la loro nuova casa per questo anno accademico, e molti di loro si stanno trasferendo proprio in questo mese. Ma trovare casa è solo l’inizio dell’esperienza in una nuova città», dichiara Antonio Intini, CEO di HousingAnywhere. «Per questo abbiamo voluto capire come gli studenti costruiscono davvero la propria rete di relazioni una volta lontani da casa. I risultati mostrano che, nonostante siano una generazione profondamente digitale, quando si tratta di fare nuove amicizie sono ancora i contesti più concreti ad avere il peso maggiore».
La piattaforma conta oltre 110.000 proprietà in più di 170 città studentesche europee e permette di cercare e prenotare online alloggi arredati, utilizzando mappe e filtri per confrontare le diverse soluzioni disponibili.



