Airbnb presenta il suo modello di smart working

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Airbnb presenta il suo modello di smart working improntato sul lavoro da remoto

La pandemia da covid-19 ha acuito un fenomeno, che negli ultimi anni ha acquisito sempre maggiore rilevanza: stiamo parlando dello smart working o lavoro agile. Se fino al covid abbiamo sempre associato il lavoro all’esigenza di recarci la mattina in ufficio e sviluppare le nostre tasks fino ad una certa ora, da oggi questo concetto si va sempre più affievolendo, spostando l’enfasi dal numero di ore lavorate alla produttività del lavoro.

Sempre più aziende quindi hanno compreso l’importanza della vita privata degli individui, la capacità di questi di lavorare in ambienti comodi e secondo le proprie esigenze personali. L’obiettivo è migliorare la produttività del lavoratore attraverso l’aumento del suo livello di benessere.

Airbnb ha riconosciuto questo assunto e ha promosso un suo modello di smart working, flessibile e improntato sul concetto di benessere psico-fisico del dipendente. A darne notizia il sito Mark-Up. Nello specifico si tratta della possibilità offerta dal brand di lavorare allo stesso stipendio da remoto anziché recarsi in ufficio. Allo stesso modo i dipendenti potranno decidere di lavorare in una delle diversi sedi del brand in giro per il mondo (circa 170 paesi) per la durata massima di 90 giorni per ciascuna sede, purché abbiano comunque una residenza fisica e fiscale permanente.

Ciò è stato annunciato dall’Ad di Airbnb, Brian Chesky, a mezzo Twitter:

Questo cambio si è reso utile nel momento in cui il brand ha riscontrato un aumento della produttività da quando i lavoratori si trovano in smart working, ai massimi dalla sua nascita.