Traffico web: i bot costituiscono il 42% e quasi i due terzi sono dannosi

0
16
copywriting

Traffico web: i bot costituiscono il 42% e quasi i due terzi sono dannosi secondo Akamai

Akamai Technologies, Inc. (NASDAQ: AKAM), leader nel settore del cloud che protegge e facilita la vita online, ha rilasciato oggi un nuovo rapporto “State of Internet” (SOTI) che analizza in dettaglio le minacce alla sicurezza e le sfide operative che le aziende affrontano a causa della crescente presenza dei bot di web scraping. Il report, intitolato Gestire i profitti: l’impatto dei Web Scrapers sull’ecommerce, rivela che il 42% del traffico web è generato da bot, e di questi, il 65% ha intenti dannosi.

Il settore più colpito è quello dell’e-commerce, che dipende fortemente da applicazioni web per generare profitti. Sebbene alcuni bot possano essere utili per le aziende, i web scraper vengono utilizzati per attività dannose come l’intelligence della concorrenza, l’appropriazione di inventari, la creazione di siti falsi e altri attacchi che danneggiano sia i ricavi sia l’esperienza dei clienti. Attualmente, non esistono leggi che vietino l’uso dei bot scraper, e questi sono difficili da rilevare a causa delle sofisticate botnet basate sull’intelligenza artificiale (AI). Tuttavia, le aziende possono adottare strategie per mitigare i rischi associati.

Patrick Sullivan, CTO, Security Strategy di Akamai, ha così dichiarato:

I bot continuano a presentare sfide enormi che comportano molteplici problemi per i proprietari di App e API. Lo scraping, ad esempio, è in grado di sottrarre dati web e di replicare siti falsi simili a quelli dei brand. Il panorama degli scraper sta cambiando anche in funzione delle costanti innovazioni (tra cui la tecnologia dei browser headless) che spingono le aziende ad adottare un approccio alla gestione di questo tipo di bot più sofisticato rispetto ad altre mitigazioni basate su JavaScript”.

Alcuni dati chiave del rapporto includono:

  • Le botnet basate sull’AI possono rilevare ed esfiltrare dati e contenuti non strutturati in vari formati e posizioni. Inoltre, utilizzano la business intelligence per migliorare i processi decisionali attraverso la raccolta, l’estrazione e l’elaborazione dei dati.
  • I bot scraper possono essere sfruttati per creare campagne di phishing sofisticate, catturando immagini, descrizioni e prezzi dei prodotti per realizzare store o siti di phishing volti a rubare credenziali o dati delle carte di credito.
  • I bot possono facilitare la creazione di nuovi account fraudolenti, che rappresentano fino al 50% delle perdite dovute alle frodi.
  • Gli impatti tecnici dello scraping includono il peggioramento delle performance dei siti web, la manipolazione delle metriche dei siti, gli attacchi con credenziali compromesse dai siti di phishing e l’aumento dei costi di elaborazione.

Il report “Gestire i profitti: l’impatto dei Web Scrapers sull’ecommerce” offre strategie di mitigazione contro i bot scraper e include un caso di studio che dimostra come i siti web possano operare in modo più efficiente una volta implementate queste difese.

Inoltre, il rapporto affronta le considerazioni sulla conformità necessarie a fronte di questi attacchi sempre più frequenti.

Quest’anno segna il 10° anniversario dei rapporti “State of Internet” (SOTI) di Akamai. Questa serie offre approfondimenti di esperti sui panorami della cybersicurezza e delle web performance, basati sui dati raccolti dall’Akamai Connected Cloud.