Pubblicità programmatica: Google offre supporto ai publisher

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Pubblicità programmatica: Google offre supporto ai publisher per ottimizzare le entrate e sfruttare le funzionalità dei first party cookie

Google ha annunciato i suoi piani per il supporto dei publisher nell’ottimizzazione della loro monetizzazione con gli annunci di Google. Obiettivo è quello di sfruttare le potenzialità dei first party cookie per la personalizzazione della pubblicità programmatica. A darne notizia Seach Engine Land.

Questi cookie proprietari possono aiutare gli editori a pubblicare annunci pertinenti senza tracciare gli utenti su siti Web di terze parti. I cookie proprietari dell’editore sono stati precedentemente disponibili per affrontare il limite di frequenza e il controllo delle frodi.

Quando un editore lo consente, Google fornisce first party cookie per contribuire a migliorare la pertinenza degli annunci sul sito Web di quell’editore specifico. La soluzione utilizza le informazioni derivanti dalle interazioni con gli annunci che gli utenti hanno sul sito di quel publisher. Queste informazioni non possono essere utilizzate sul sito Web di nessun altro editore. La funzione rispetta anche le preferenze di personalizzazione degli annunci delle persone che hanno indicato tramite i controlli AdChoice.

I cookie proprietari degli editori sono una soluzione particolarmente utile per gli editori che non dispongono di risorse o dell’infrastruttura per utilizzare i dati in modo indipendente. Richiedono però un lavoro tecnico per poter essere utilizzati. Questa soluzione sarà disponibile a partire dal mese di novembre. L’obiettivo è affrancarsi dai cookie di terze parti e utilizzare i segnali, chiamati in gergo “audience signals” per capire a cosa sono interessati gli utenti, condividendoli con gli acquirenti di pubblicità programmatica.

Questi segnali rendono più facile per gli acquirenti programmatici:

“trovare e acquistare segmenti di pubblico in base a elementi come dati demografici, interessi sui contenuti o intenzioni di acquisto su più siti e app senza tenere traccia dell’attività delle persone nelle app o sul Web”.

Staremo a vedere se questa sarà una soluzione davvero utile per monetizzare con gli annunci di Google, e al tempo stesso rispettare la privacy degli utenti.