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Google Try On ora prova anche le scarpe: come funziona

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A meno di tre mesi dal lancio per l’abbigliamento negli USA, la tecnologia Try On di Google che usa l’intelligenza artificiale per “vestire” gli utenti su schermo, amplia la sua offerta alle scarpe.

Esiste un modo per rendere più appagante la customer experience, diminuire la percentuale di resi e aumentare le vendite online? Probabilmente sì e la risposta si chiama Try On, parte integrante di AI Mode, la soluzione di Google che semplifica l’esperienza di ricerca. 

L’AI funge da vero e proprio personal shopper capace di formulare abbinamenti personalizzati presi da più siti web, visualizzarli come starebbero addosso alla persona grazie alla prova virtuale e permettere anche di risparmiare, potendo attivare un alert che avvisa l’utente quando un prodotto (specificando taglia e colore) raggiunge una certa soglia di prezzo.

Come funziona

Entrando in AI Mode, l’utente potrà formulare una richiesta partendo da una ricerca ispirazionale, come nel caso di una donna che cerca suggerimenti su possibili dress code per un party in giardino. 

Il sistema procederà a cercare tra oltre 50 miliardi di prodotti nello Shopping Graph e offrire diverse possibili combinazioni estrapolate da più siti web e combinate in immagini generate dall’AI che mostrano look completi per vederli nel loro insieme. 

Outfit con Google Try On AI Mode che unisce più prodotti moda

Individuata una combinazione interessante, l’utente potrà tappare l’immagine e scoprire le fonti dalle quali sono stati estrapolati i singoli prodotti (abito, scarpe, borsa e cappello, per esempio) con relative alternative correlate e prezzi.

Non solo.

Come per gli abiti, la cui prova virtuale è disponibile da luglio 2025, ora anche per le scarpe sarà possibile “provarle”. 

È sufficiente tappare l’icona “Prova” su una scheda prodotto e caricare una propria fotografia a figura intera (le foto caricate possono essere rimosse in qualsiasi momento dall’utente). Il sistema provvederà, grazie all’intelligenza artificiale generativa, a creare una fotografia della persona con quel modello di scarpe indosso. 

L’AI è in grado di percepire con precisione le forme e le profondità, garantendo un rendering sorprendentemente realistico del prodotto. E ciò sarà possibile su una vasta quantità di scarpe che potranno essere rapidamente confrontate tra loro.

Prova virtuale delle scarpe con Google Try On basato su intelligenza artificiale
Prova virtuale delle scarpe con Google Try On basato su intelligenza artificiale

Dove è fruibile

Al momento, la funzionalità Virtual Try On per gli abiti funziona negli Stati Uniti, e Google ha appena annunciato che sta espandendo il servizio in Australia, Canada e Giappone. L’aggiunta delle scarpe è di pochi giorni fa ed è stata lanciata per ora negli USA.

È auspicabile che, visti l’importanza del mercato e il ritmo di espansione, già nel corso del 2026 l’Europa venga coinvolta in questa estensione, destinata a impattare significativamente sui consumatori e sulle strategie di marketing dei negozi di commercio elettronico.

Cosa cambia

La vera trasformazione non è tanto l’esposizione crescente di Gemini (l’AI di Google) ma il modo in cui questa tecnologia ridisegna il processo di acquisto online dei consumatori.

A distanza di un anno, Gemini, ha raddoppiato il traffico generato passando da 6,4% al 12,9%, come riportato da SimilarWeb. 

Statistiche Traffico ChatBot AI
Grafico con statistiche di traffico dei Chatbot AI

Questa tendenza in crescita conferma la velocità con la quale BigG stia recuperando terreno dopo la partenza ritardata rispetto al primo chatbot rilasciato su scala globale: ChatGPT (che cede quote di traffico negli ultimi mesi seppur rimane ad oggi ampiamente il più usato tra i chatbot). 

La forte spinta di Google verso l’AI si traduce nell’integrazione di funzionalità pratiche e orientate alla conversione, come il Try On e l’AI Mode.

Il Try On mira in particolare a risolvere la più grande criticità dell’e-commerce di moda: l’incertezza sulla vestibilità e, di conseguenza, l’alto tasso di reso. Aumentando la fiducia nell’acquisto, Google punta a rendere lo shopping virtuale più efficiente.

Questa esperienza di shopping è già integrata nella Ricerca Google, Google Shopping e Google Immagini e continuerà a coinvolgerli man mano che il roll-out prosegue.

Così come Google offre punti di accesso alle informazioni sempre più interconnesse, così i brand devono prepararsi con strategie omnicanale a rendersi intercettabili da queste nuove finestre di opportunità che si affacciano e ridisegnano il comportamento dei consumatori, dall’ispirazione alla fidelizzazione.

Le immagini sono sempre più importanti. Bene che siano originali e di alta qualità, e che siano ottimizzate per essere lette dall’AI e correttamente inserite nello Shopping Graph. 

Descrizioni uniche, disponibilità aggiornate in tempo reale, monitoraggio dei prezzi e brand reputation saranno sempre più centrali ed essenziali per non disperdere i propri investimenti nell’oceano digitale. 

Laddove l’intelligenza artificiale semplifica il processo di ricerca e unifica in una sola proposta, offerte provenienti da più e-commerce, una visione analitica critica più ampia della propria presenza digitale diventa essenziale.

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