Home Comunicazione & Pubblicità Spoki porta l’AI nelle vendite con una campagna phygital nella metropolitana di...

Spoki porta l’AI nelle vendite con una campagna phygital nella metropolitana di Milano

0
91
spoki milano

Spoki porta l’AI nelle vendite con una campagna phygital nella metropolitana di Milano, nel post a cura di Marketing Notizie

Da alcuni giorni il nome Spoki è comparso nei luoghi più frequentati di Milano, dalla Stazione Centrale ai circuiti delle linee M1, M2 e M3 della metropolitana. A catturare l’attenzione dei passanti è stata una creatività semplice e provocatoria: un gelato iper-realistico che si scioglie sotto il claim “Hot Leads Melt Fast”.

Quella che inizialmente sembrava una campagna misteriosa si è rivelata un’operazione di marketing phygital pensata per raccontare una nuova idea di vendita: quando un lead è caldo, il tempo di risposta fa la differenza.

Dal cartellone all’interazione su WhatsApp

Il cuore della campagna è il passaggio dal fisico al digitale. Inquadrando il QR code presente sui cartelloni, gli utenti vengono portati su WhatsApp, dove non trovano un semplice chatbot testuale, ma avatar AI capaci di interagire con voce e video in modo naturale.

L’esperienza trasforma un mezzo tradizionale come l’OOH in un punto di accesso a una conversazione dinamica. Il cartellone non resta quindi una superficie da guardare, ma diventa l’inizio di un’interazione guidata dall’intelligenza artificiale.

Una campagna pensata per generare attenzione e conversazione

La campagna ha scelto un linguaggio immediato, visivo e facilmente riconoscibile. L’immagine del gelato che si scioglie rende chiaro il messaggio: anche l’interesse di un potenziale cliente può svanire rapidamente se non viene gestito in tempo.

La provocazione ha favorito la circolazione sui social, con contenuti condivisi su TikTok, Instagram, YouTube e LinkedIn. Creator e professionisti del settore hanno contribuito ad amplificare il dibattito, trasformando la campagna in un caso di viralità phygital.

Dal CRM al CEM: cosa cambia per le aziende

Al centro dell’operazione c’è la visione di Spoki sul passaggio dal CRM tradizionale al CEM, Customer Engagement Management.

Il CRM viene presentato come un sistema che registra informazioni e conserva lo storico dei clienti. Il CEM, invece, punta ad agire in tempo reale: intercetta il lead, avvia la conversazione, risponde rapidamente e accompagna il contatto lungo il percorso commerciale.

In questo modello, l’intelligenza artificiale non serve solo ad automatizzare risposte, ma a gestire migliaia di conversazioni in modo immediato, personalizzato e scalabile.

Mattia Pace, CMO di Spoki, dichiara:

“Volevamo che la gente si fermasse e vedesse il nome Spoki associato a un’emozione forte. La risposta è che oggi, nel business, la lentezza uccide le opportunità. Abbiamo usato l’IA per rendere l’umanità ancora più umana: i nostri avatar su WhatsApp non sono solo tecnologia, sono empatia automatizzata. Abbiamo scelto di parlare un linguaggio semplice, giovane e provocatorio proprio per permettere a tutti di avvicinarsi a una tecnologia che sembra apparentemente difficile, ma che in realtà è già incredibilmente vicina a tutti noi. Aziende come Bofrost, che di freddo e gelati se ne intendono, stanno già ottenendo risultati straordinari utilizzando Spoki per automatizzare la relazione con i propri clienti, trasformando le conversazioni in fatturato reale e ottimizzando drasticamente le performance aziendali.”

Verso Spoki Live 2026 e l’AI Week

La campagna ha anticipato Spoki Live 2026 – The Conversational Experience, evento sold out che il 18 maggio ha aperto ufficialmente l’AI Week al Talent Garden Calabiana di Milano.

Sul palco, insieme a Meta e a brand come Electrolux e Camomilla Italia, Spoki ha presentato le nuove frontiere degli AI Agent e il ruolo del marketing conversazionale nella costruzione di processi commerciali più veloci, personalizzati e misurabili.

La campagna conferma una tendenza sempre più chiara: nel marketing contemporaneo, la velocità di risposta non è solo efficienza, ma una parte decisiva dell’esperienza cliente.